La gente come noi non molla mai..
..è uno dei noti cori che riecheggiano da ormai molti giorni tra le strade di Pomigliano. L’onda d’urto della crisi del settore automobilistico è giunta drammaticamente nel nostro comune, creando enormi difficoltà tra la nostra gente. Tra tutte, le famiglie più colpite sono quelle dei 93 dipendenti con contratto determinato.
‘Unità’ sembra essere il fil rouge degli operai che continuano ad occupare la Casa comunale pomiglianese: si chiede unità da parte dei concittadini, affinché manifestino la loro solidarietà supportandoli nella loro causa; si chiede unità sul fronte sindacale, troppo spesso impegnato a bisticciare all’interno delle proprie organizzazioni, perché esso torni a preoccuparsi di perorare le giuste cause di tutti quelli che, come oggi, stanno perdendo il posto di lavoro o rischiano di veder minacciato il futuro proprio e quello dei propri figli; si chiede, infine, unità da parte della politica la quale, agendo come un’unica forza senza colori né bandiere possa sostenere e rassicurare chi oggi è in difficoltà: una forza politica che riconosca la necessità di collaborazione tra maggioranze ed opposizioni, che sia in grado di far sentire le voci degli operai all’interno delle Camere del Parlamento e delle stanze del Governo. Che sia, insomma, emblema e concretizzazione dei valori fondamentali sui quali si basa il nostro Stato.
La Regione Campania, come annunciato dai suoi rappresentanti durante il summit in prefettura di ieri 30 dicembre, continuerà a collaborare come in passato per tutelare tutti i lavoratori che non hanno visto rinnovato il contratto. Senza un sostanzioso contributo dello Stato, però, l’impegno regionale risulta essere un palliativo che di certo non mette la parola fine a questa situazione di disperata precarietà: è necessaria una politica industriale ed economica seria da parte dello Stato, che ‘trattenga’ attivi quanti più poli di produzione industriale italiani è possibile.
‘La gente come noi non molla mai’ è un grido unanime che si leva non solo dei lavoratori del Gian Battista Vico ma attraversa trasversalmente l’intera cittadinanza di Pomigliano d’Arco: un grido che racchiude la rabbia per non poter difendere i propri cari da questa catastrofe e la sofferenza del sentirsi impotenti ed incapaci di evitare questa situazione. Un grido che, però, manifesta l’orgoglio, la forza d’animo, il coraggio di ogni singolo lavoratore e l’amore che ognuno di loro ha per i propri figli e le proprie famiglie.
È per questo che mi sento di dire: grazie.
Grazie ad ognuno degli operai che da mesi sta combattendo contro questo sistema senza regole che tende a fare gli interessi di pochi a discapito di innumerevoli famiglie.
Grazie a tutti coloro che con il loro modo di fare stanno trasmettendo a tutti i giovani della mia generazione (di giorno in giorno sempre più numerosi, per le strade al fianco dei lavoratori) l’esempio concreto di cosa sia la dignità, di cosa sia il rispetto per se stessi e per gli altri.
Grazie, perché pensando a voi troveremo il coraggio di affrontare qualsiasi battaglia convinti che non bisogna mollare, convinti che la gente come noi non molla mai.





Grandi operai della fiat,grande compagna mastrapasqua…:)